9 nella smorfia napoletana: la prole
«'a figliata»
Il numero 9 della smorfia napoletana è «'a figliata», cioè la prole. La parola indica l'insieme dei figli nati da una stessa madre e, riferita agli animali, una cucciolata o una nidiata. È un'immagine di fertilità e di famiglia numerosa, che rimanda a un'epoca in cui avere molti figli era la norma, sia nelle campagne sia nei quartieri popolari delle città. Oggi le famiglie sono molto più piccole, ma il significato resta legato all'idea di continuità.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'associazione tra il nove e la prole non è documentata in modo certo. Una spiegazione spesso ripetuta collega il numero ai nove mesi della gravidanza: è un accostamento intuitivo e diffuso, ma non sappiamo se sia davvero il motivo della scelta o un'interpretazione nata dopo.
Il termine «figliata» deriva da «figliare», cioè partorire, ed è usato sia per le persone sia per gli animali. Nel linguaggio comune può avere anche una sfumatura scherzosa, quando si parla di una famiglia con tanti bambini. Va ricordato che una figliata numerosa era anche una risorsa economica, perché i figli contribuivano presto al lavoro nei campi, nelle botteghe e in casa.
Nella smorfia la prole segue di poco la bambina del numero 2 e la Madonna del numero 8: insieme formano un piccolo gruppo di immagini legate alla maternità e alla famiglia. Anche la successione dei numeri, dunque, racconta una piccola storia di vita domestica.
La famiglia numerosa nella tradizione napoletana
- Fino alla metà del Novecento le famiglie con molti figli erano comuni in tutta Italia, e in particolare nel Mezzogiorno; i figli più grandi spesso aiutavano a crescere i più piccoli.
- Nei quartieri popolari di Napoli la vita familiare si svolgeva in gran parte nei vicoli e nei «bassi», le abitazioni al piano terra che si aprono direttamente sulla strada.
- Il teatro di Eduardo De Filippo ha raccontato spesso la famiglia napoletana: in «Filumena Marturano» (1946) la protagonista si batte perché i suoi tre figli siano riconosciuti e abbiano un nome.
- La parola «figliata» si usa ancora oggi per gli animali domestici: si parla della figliata di una gatta o di una cagna per indicare i cuccioli nati da un unico parto.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.