89 nella smorfia napoletana: la vecchia
«'a vecchia»
Il numero 89 della smorfia napoletana è «'a vecchia», cioè la donna anziana. È una figura ricca di sfumature: può rappresentare la nonna saggia e affettuosa, la custode delle ricette e dei ricordi di famiglia, ma anche il personaggio delle fiabe e delle maschere popolari. Nella cultura napoletana la vecchia compare spesso, ora con tono affettuoso, ora con tono comico, sempre come presenza riconoscibile della vita di casa e di quartiere.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'abbinamento tra l'89 e la vecchia non è documentata. Il significato appartiene alla serie di figure umane della smorfia, insieme alla bella ragazza, al ladro, al monaco e a molti altri personaggi.
La sua collocazione verso la fine della serie dei novanta numeri viene talvolta letta come un richiamo all'età avanzata, ma si tratta di un'osservazione suggestiva più che di una spiegazione documentata. Nella cultura popolare la donna anziana è spesso la depositaria della memoria: conosce le storie della famiglia e del quartiere, le preghiere, i rimedi casalinghi e le ricette. Allo stesso tempo, fiabe e commedie l'hanno trasformata in un personaggio comico o inquietante, dalla vecchia brontolona alla strega, mostrando quanto questa figura possa essere ricca e contraddittoria.
La forma «'a vecchia» è quasi identica all'italiano; si incontrano comunque anche altre grafie.
La vecchia nelle fiabe e nelle feste napoletane
- Ne «Lo cunto de li cunti» di Giambattista Basile, raccolta di fiabe in napoletano pubblicata nel Seicento, compare il racconto «La vecchia scortecata», con due sorelle anziane protagoniste di una vicenda grottesca sul desiderio di apparire giovani. La fiaba mostra con tono satirico la vanità e il timore di invecchiare. Il libro è considerato una delle prime raccolte europee di fiabe popolari.
- Nel Carnevale campano è nota la figura della «vecchia 'e Carnevale», un fantoccio o una maschera che rappresenta una donna anziana: un personaggio comico che appartiene alle tradizioni popolari della regione.
- In famiglia la nonna ha avuto a lungo un ruolo centrale: era lei a custodire le ricette delle feste, le preghiere e i racconti, trasmettendoli ai nipoti. Ancora oggi, in molte case, il ragù della domenica o la pastiera di Pasqua si preparano seguendo le indicazioni della nonna.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.