90 nella smorfia napoletana: la paura
«'a paura»
Il numero 90, l'ultimo della smorfia napoletana, è «'a paura», cioè la paura. È probabilmente il numero più famoso dell'intera serie, perché ha dato origine a un modo di dire conosciuto in tutta Italia: «la paura fa novanta». La paura chiude la sequenza come il sentimento più forte e più universale, quello che accompagna l'essere umano in ogni epoca e a cui nessuno può dirsi del tutto estraneo.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 90 e la paura non è documentata. Una lettura diffusa vede un significato nella posizione del numero: essendo il più alto della serie, il 90 rappresenterebbe il sentimento più grande e potente, quello che supera tutti gli altri. È una spiegazione semplice e intuitiva, e proprio per questo ha avuto grande diffusione.
L'espressione «la paura fa novanta», in napoletano «'a paura fa nuvanta», è entrata nell'italiano comune. Si usa per dire che la paura spinge a fare cose che normalmente non si farebbero, oppure per sottolineare quanto essa possa essere intensa e difficile da controllare. Nel parlato di tutti i giorni la si usa anche in modo scherzoso, per commentare una reazione esagerata davanti a un piccolo spavento.
In napoletano lo spavento si indica anche con la parola «scanto», da cui il verbo «scantarse», spaventarsi. Il numero viene scritto anche con altre grafie, ma la forma più comune resta «'a paura».
La paura nella cultura napoletana
- Il teatro di Eduardo De Filippo ha raccontato la paura con ironia e malinconia in «Questi fantasmi!» (1946), dove il protagonista finisce per credere che la casa in cui vive sia abitata dagli spiriti.
- Le leggende del munaciello, lo spiritello vestito da piccolo monaco che compare nelle case, mostrano un rapporto con il soprannaturale fatto di timore ma anche di familiarità. Accanto a lui la tradizione colloca la «bella 'mbriana», spirito benevolo della casa, a cui ci si rivolge con rispetto per non offenderla.
- L'espressione «la paura fa novanta» è talmente diffusa che molti italiani la usano senza conoscerne l'origine nella smorfia napoletana. Anche questo dimostra quanto le immagini della smorfia siano entrate nella lingua di tutti i giorni, ben oltre i confini di Napoli.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.