86 nella smorfia napoletana: la bottega
«'a puteca»
Nella smorfia napoletana il numero 86 è «'a puteca», cioè la bottega. Con questa parola si indica il piccolo negozio o il laboratorio artigiano, spesso aperto direttamente sulla strada, dove si vende, si lavora e si chiacchiera con i passanti. La bottega è stata per secoli il cuore economico dei vicoli napoletani, e ancora oggi molte strade del centro storico sono conosciute proprio per il mestiere delle loro botteghe.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'abbinamento tra l'86 e la bottega non è documentata. Il significato appartiene alle immagini della vita di quartiere, dove la bottega era un luogo familiare quanto la casa o la chiesa.
La parola «puteca» ha invece un'origine nota: deriva dal greco «apothéke», magazzino o deposito, passato al latino come «apotheca». Dalla stessa radice vengono l'italiano «bottega» e lo spagnolo «bodega». Nel napoletano la parola ha mantenuto una forma vicina all'originale, e da essa derivano anche «putecaro», il bottegaio, e il diminutivo «putechella». La bottega era anche un luogo di relazione: il putecaro conosceva i clienti per nome, faceva credito alle famiglie del vicolo e raccoglieva notizie e confidenze, diventando una figura di riferimento per l'intero quartiere. Il suo negozio, aperto dalla mattina alla sera, era uno dei punti in cui la vita del vicolo si concentrava e si osservava.
Si incontrano anche grafie diverse, come «puteca» e «poteca»; qui si usa «'a puteca».
Le botteghe nei vicoli di Napoli
- Via San Gregorio Armeno è celebre in tutto il mondo per le botteghe degli artigiani del presepe, dove si realizzano a mano pastori, scenografie e miniature, sia nella forma tradizionale sia con personaggi ispirati all'attualità.
- Nella zona di via San Sebastiano, vicino al Conservatorio di San Pietro a Majella, si concentrano da lungo tempo negozi di strumenti musicali e botteghe di liutai. Per generazioni di musicisti è stata la strada in cui acquistare, riparare o semplicemente provare uno strumento.
- In molti quartieri la bottega si trovava al piano terra, nei «bassi», le abitazioni a livello della strada: spesso la stessa famiglia viveva e lavorava nello stesso spazio, aperto sul vicolo. Questa vicinanza tra casa, lavoro e strada è uno dei tratti più caratteristici del centro storico.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.