85 nella smorfia napoletana: le anime del purgatorio
«ll'aneme 'o priatorio»
Il numero 85 della smorfia napoletana è «ll'aneme 'o priatorio», cioè le anime del purgatorio. È uno dei significati più legati alla religiosità popolare napoletana, che per secoli ha riservato un culto particolare alle anime dei defunti in attesa di salire in paradiso. Si tratta di un tema delicato, che tocca il rapporto con la morte e con il ricordo, e che a Napoli ha dato vita a luoghi e usanze molto noti.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'abbinamento tra l'85 e le anime del purgatorio non è documentata. Il significato rientra nel gruppo di numeri dedicati alla sfera religiosa e al mondo dei morti, molto presente nella smorfia.
Secondo la dottrina cattolica, le anime del purgatorio possono essere aiutate dalle preghiere dei vivi. A Napoli questa idea ha dato origine a un rapporto quasi personale con i defunti: in particolare con quelli dimenticati e senza nome, chiamati «anime pezzentelle», cioè anime povere, che i fedeli adottavano e curavano con preghiere e offerte. Il rapporto era vissuto come uno scambio di aiuto: i vivi pregavano per abbreviare la permanenza delle anime nel purgatorio, e in cambio confidavano nella loro protezione. Molte testimonianze raccontano di anime che, secondo i devoti, comparivano in sogno per chiedere preghiere o per ringraziare.
La forma napoletana conosce diverse grafie; nel testo si usa «ll'aneme 'o priatorio».
Il culto delle anime del purgatorio a Napoli
- Nel Cimitero delle Fontanelle, antica cava di tufo nel rione Sanità, sono conservati migliaia di resti umani. Qui il culto delle anime pezzentelle prevedeva l'adozione di un teschio, la «capuzzella», che veniva pulito, protetto e onorato.
- Nel 1969 l'autorità ecclesiastica, con un provvedimento voluto dal cardinale Corrado Ursi, vietò il culto delle anime pezzentelle, giudicato superstizioso; il cimitero resta però un luogo di grande interesse storico e antropologico.
- In via dei Tribunali sorge la chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, nel cui ipogeo si praticava lo stesso culto. Sulla facciata, i teschi in bronzo vengono ancora oggi toccati dai passanti in segno di devozione. È una delle immagini più note del centro storico e richiama ogni giorno visitatori e curiosi.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.