83 nella smorfia napoletana: il maltempo
«'o maletiempo»
Il numero 83 della smorfia napoletana è «'o maletiempo», cioè il maltempo. È un'immagine forte per una città che lega gran parte della propria identità al sole, al mare e al cielo limpido del golfo. Il maltempo, con la pioggia, il vento e il mare in burrasca, rappresenta il rovescio di questa immagine, e nel linguaggio di tutti i giorni può indicare anche un periodo difficile, oltre al cattivo tempo vero e proprio.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'abbinamento tra l'83 e il maltempo non è documentata. La smorfia include alcune immagini legate alla natura, come i fiori, la grotta o la fontana, e il maltempo vi entra come esperienza concreta e quotidiana, particolarmente sentita da chi viveva di pesca o lavorava all'aperto.
Nel parlato, sia in napoletano sia in italiano, l'idea di tempesta si usa spesso in senso figurato per indicare un momento di crisi, di difficoltà o di tensione, a cui si contrappone il ritorno del sereno. Anche questo uso aiuta a capire perché l'immagine sia rimasta così viva. In una città che si presenta spesso attraverso il sole e il mare, il maltempo diventa così l'immagine di tutto ciò che interrompe la normalità: il lavoro fermo, le strade allagate, le giornate chiuse in casa ad aspettare che il cielo torni sereno.
Come per quasi tutte le parole napoletane, si trovano anche grafie diverse; nel testo si usa «'o maletiempo».
Il maltempo e il sereno nella cultura napoletana
- La canzone più famosa del repertorio napoletano, «'O sole mio» (1898), con versi di Giovanni Capurro e musica di Eduardo Di Capua, si apre proprio celebrando la bellezza di una giornata di sole e dell'aria serena dopo una tempesta.
- Per i pescatori dei borghi marinari, da Santa Lucia a Mergellina, il mare grosso significava giorni senza lavoro e barche da mettere al riparo: il maltempo aveva conseguenze dirette sulla vita delle famiglie. Chi viveva sul mare imparava a leggere il cielo e i venti, come lo scirocco e il libeccio, per capire quando era possibile uscire.
- Nella tradizione popolare i santi protettori venivano invocati anche contro le calamità naturali, e molte processioni e ex voto della Campania ricordano grazie ricevute in occasione di tempeste e alluvioni.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.