80 nella smorfia napoletana: la bocca
«'a vocca»
Nella smorfia napoletana il numero 80 è «'a vocca», la bocca. La parola mostra un tratto tipico del napoletano: il passaggio dalla b alla v all'inizio di molte parole, per cui la bocca diventa «vocca» e baciare diventa «vasà». La bocca è uno dei numeri legati al corpo umano e richiama insieme il parlare, il mangiare e il baciare, tre attività che nella cultura napoletana hanno un posto di grande rilievo.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'abbinamento tra l'80 e la bocca non è documentata. La smorfia dedica diversi numeri a parti del corpo, come la mano (5), la testa (34) o i peli (59), e la bocca rientra in questo gruppo di immagini concrete e immediatamente riconoscibili.
Il fenomeno linguistico che trasforma la b in v, detto betacismo, è uno dei più caratteristici del napoletano e di altri dialetti meridionali. Lo si ritrova in molte parole di uso comune, come «vasà», baciare, e «vasillo», bacio, e in nomi di persona e di luogo. Chi ascolta il napoletano per la prima volta nota subito questo suono, che rende la lingua morbida e immediatamente riconoscibile anche nelle canzoni più famose. Lo stesso fenomeno si osserva in parole come «varca», barca, e «vocca», appunto.
Come sempre nel napoletano scritto, si incontrano anche grafie differenti; nel testo si usa la forma «'a vocca».
La bocca nella canzone e nella lingua
- «'A vucchella», cioè la piccola bocca, è una celebre canzone con versi di Gabriele D'Annunzio e musica di Francesco Paolo Tosti, scritta in napoletano: il poeta paragona la bocca della donna amata a una rosellina un po' appassita.
- Il bacio, «'o vaso», torna in moltissime canzoni napoletane ed è una delle parole più riconoscibili del dialetto anche per chi non lo parla.
- La bocca è anche il simbolo della parola e della conversazione, che a Napoli si accompagna volentieri alla gestualità: il modo di parlare con le mani, oltre che con la voce, è uno dei tratti più noti e descritti della comunicazione napoletana. Il canonico Andrea de Jorio vi dedicò già nel 1832 un libro, «La mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano», considerato uno dei primi studi sulla gestualità.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.