76 nella smorfia napoletana: la fontana
«'a funtana»
Nella smorfia napoletana il numero 76 corrisponde a «'a funtana», cioè la fontana. È un'immagine semplice e quotidiana, legata all'acqua che scorre e al luogo dove per secoli si andava a riempire brocche e secchi. Prima che l'acqua arrivasse nelle case, la fontana era un punto di ritrovo per tutto il quartiere, e questo spiega bene perché abbia trovato posto tra le figure della tradizione.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 76 e la fontana non è documentata. Come molte voci della smorfia, il significato nasce da un repertorio di immagini della vita di tutti i giorni, tramandato a voce prima ancora che per iscritto. La fontana vi rientra in modo naturale: era uno degli oggetti più familiari di qualsiasi vicolo o piazza.
Nella lettura simbolica dei sogni l'acqua che sgorga viene spesso collegata all'abbondanza, alla purezza e al rinnovamento, ma si tratta di interpretazioni generiche e non di una regola fissa. Più che un significato nascosto, il 76 conserva il ricordo di un luogo concreto, dove si chiacchierava, si litigava e ci si scambiavano notizie mentre si aspettava il proprio turno.
Nel testo si usa la grafia «'a funtana», ma come per gran parte del napoletano scritto si incontrano anche varianti.
Le fontane nella storia di Napoli
- Napoli conserva fontane monumentali molto note, come la Fontana del Nettuno, oggi in piazza Municipio, la Fontana dell'Immacolatella (detta anche del Gigante) sul lungomare e la Fontana di Monteoliveto, con la statua del re Carlo II d'Asburgo.
- Tra le più popolari c'è la Fontana di Spinacorona, nel centro antico, che raffigura una sirena, tradizionalmente identificata con Partenope, mentre spegne con l'acqua il fuoco del Vesuvio: per la sua iconografia è conosciuta anche con un soprannome popolare.
- Per secoli in città furono attivi gli acquaioli, venditori ambulanti che offrivano acqua fresca, spesso l'acqua ferrata o sulfurea delle sorgenti del Chiatamone e di Santa Lucia, conservata nelle tipiche anfore di terracotta.
- Alla fine dell'Ottocento l'arrivo dell'acquedotto del Serino portò acqua più sicura nelle case, dopo le gravi epidemie di colera, e la fontana pubblica perse a poco a poco il suo ruolo di centro della vita di quartiere.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.