73 nella smorfia napoletana: l'ospedale
«'o spitale»
Nella smorfia napoletana il 73 è «'o spitale», l'ospedale. È un luogo che tutti conoscono e che porta con sé sentimenti contrastanti: la paura della malattia e del dolore, ma anche la speranza della cura e della guarigione. Nella tradizione napoletana l'ospedale è legato a una lunga storia di assistenza ai poveri e ai malati.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 73 e l'ospedale non è documentata. Il significato rientra tra le voci della smorfia dedicate ai luoghi della vita quotidiana e alle esperienze che, prima o poi, toccano ogni famiglia.
Per secoli gli ospedali sono stati gestiti soprattutto da ordini religiosi e confraternite. Non erano solo luoghi di cura in senso medico, ma anche di accoglienza per poveri, pellegrini, orfani e persone senza famiglia. Molti di questi istituti vivevano grazie alla carità dei privati e alle donazioni dei fedeli. La parola stessa viene dal latino «hospes», ospite.
Nella lettura tradizionale dei sogni, l'ospedale non viene interpretato necessariamente come un presagio di malattia: spesso è collegato al bisogno di aiuto, di riposo o di prendersi cura di sé. In passato, per molte famiglie, il ricovero in ospedale era vissuto con timore, perché significava separarsi dai propri cari e affidarsi a estranei.
Gli ospedali storici di Napoli
- L'Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, fondato nel Cinquecento per iniziativa di Maria Lorenza Longo, è uno dei più antichi della città. Nel complesso si conserva una farmacia storica del Settecento, con arredi e vasi di grande pregio.
- La Real Casa dell'Annunziata accoglieva i neonati abbandonati attraverso la ruota degli esposti. Il cognome Esposito, molto diffuso a Napoli, viene tradizionalmente collegato proprio ai bambini «esposti», cioè lasciati alle cure dell'istituto.
- In Campania la storia della medicina ha radici antichissime: la Scuola Medica Salernitana, attiva già nel Medioevo, è considerata una delle prime istituzioni mediche d'Europa e fu un punto di riferimento per secoli.
- Il napoletano «spitale» mostra la caduta della vocale iniziale tipica di molte parole del dialetto, che rende la pronuncia più rapida e familiare. Lo stesso fenomeno si ritrova in altre voci della smorfia e in tante parole della lingua di tutti i giorni.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.