72 nella smorfia napoletana: la meraviglia
«'a maraviglia»
Nella smorfia napoletana il 72 è «'a maraviglia», la meraviglia. È lo stupore davanti a qualcosa di bello, di grande o di inatteso: un paesaggio, un'opera d'arte, una notizia sorprendente. La parola napoletana conserva la forma antica «maraviglia», che si trova anche nell'italiano letterario dei secoli passati. È un'emozione positiva, legata alla scoperta e alla bellezza.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 72 e la meraviglia non è documentata. Il significato appartiene al gruppo di voci della smorfia dedicate alle emozioni e agli stati d'animo, accanto al pianto e alla paura. È un sentimento che non riguarda solo le cose straordinarie: ci si può meravigliare anche di un gesto inatteso, di una parola gentile o di una notizia sorprendente.
La meraviglia è una sensazione che i napoletani conoscono bene, anche perché per secoli è stata quella dei visitatori che arrivavano in città. Tra Settecento e Ottocento Napoli era una tappa fondamentale del Grand Tour, il viaggio di formazione dei giovani aristocratici europei, attratti dal golfo, dal Vesuvio e dagli scavi di Ercolano e Pompei. Molti di loro lasciarono diari, lettere e dipinti che raccontano lo stupore provato davanti alla città.
Nella lettura tradizionale dei sogni, la meraviglia viene collegata a sorprese, novità e a momenti in cui si scopre qualcosa di nuovo su sé stessi o sugli altri.
Napoli e la meraviglia
- Il detto «Vedi Napoli e poi muori», che esprime l'idea che dopo aver visto Napoli non resti nulla di più bello da vedere, è citato anche da Goethe nel suo «Viaggio in Italia», scritto dopo il soggiorno in città del 1787.
- Al poeta napoletano Giambattista Marino, figura centrale del Barocco, si deve il verso «È del poeta il fin la meraviglia»: per lui la poesia doveva soprattutto stupire il lettore.
- La meraviglia è anche il cuore del presepe napoletano, con le sue scene affollate e i personaggi in miniatura: davanti alla Natività compaiono spesso figure con le braccia alzate o il volto stupito.
- Nella lingua di tutti i giorni il napoletano usa la meraviglia anche in senso pratico, per esprimere sorpresa o perfino disappunto davanti a un comportamento inatteso.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.