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65

65 nella smorfia napoletana: il pianto

«'o chianto»

Nella smorfia napoletana il 65 è «'o chianto», il pianto. È un'immagine semplice e universale: le lacrime per un dolore, una perdita, una separazione, ma anche quelle di commozione e di gioia. La parola napoletana «chianto» deriva dal latino «planctus», da cui viene anche l'italiano «pianto», e indica un'emozione che nella cultura del Sud si è sempre espressa apertamente, senza vergogna. Non a caso, nell'immaginario comune, la commozione facile è considerata quasi un tratto del carattere napoletano.

Da dove viene questo significato

Non è documentato perché proprio il 65 sia associato al pianto. Il significato fa parte delle numerose voci della smorfia legate alle emozioni e ai momenti forti della vita, accanto ad altre come la paura o la meraviglia.

Nella tradizione popolare il pianto aveva un ruolo pubblico e quasi codificato. Nel Mezzogiorno, fino al Novecento, in occasione dei lutti si praticava il lamento funebre: le donne della famiglia, o a volte donne chiamate apposta, le prefiche, piangevano il defunto con canti e gesti tramandati.

Nella lettura tradizionale dei sogni, il pianto non viene interpretato necessariamente come un cattivo segno: spesso è letto come uno sfogo, un modo per liberarsi di una tensione o di una preoccupazione. In molte famiglie si diceva che piangere fa bene, perché aiuta a sciogliere un peso che altrimenti resterebbe dentro.

Il pianto nella cultura del Sud

Che cos'è la smorfia

La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.

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