65 nella smorfia napoletana: il pianto
«'o chianto»
Nella smorfia napoletana il 65 è «'o chianto», il pianto. È un'immagine semplice e universale: le lacrime per un dolore, una perdita, una separazione, ma anche quelle di commozione e di gioia. La parola napoletana «chianto» deriva dal latino «planctus», da cui viene anche l'italiano «pianto», e indica un'emozione che nella cultura del Sud si è sempre espressa apertamente, senza vergogna. Non a caso, nell'immaginario comune, la commozione facile è considerata quasi un tratto del carattere napoletano.
Da dove viene questo significato
Non è documentato perché proprio il 65 sia associato al pianto. Il significato fa parte delle numerose voci della smorfia legate alle emozioni e ai momenti forti della vita, accanto ad altre come la paura o la meraviglia.
Nella tradizione popolare il pianto aveva un ruolo pubblico e quasi codificato. Nel Mezzogiorno, fino al Novecento, in occasione dei lutti si praticava il lamento funebre: le donne della famiglia, o a volte donne chiamate apposta, le prefiche, piangevano il defunto con canti e gesti tramandati.
Nella lettura tradizionale dei sogni, il pianto non viene interpretato necessariamente come un cattivo segno: spesso è letto come uno sfogo, un modo per liberarsi di una tensione o di una preoccupazione. In molte famiglie si diceva che piangere fa bene, perché aiuta a sciogliere un peso che altrimenti resterebbe dentro.
Il pianto nella cultura del Sud
- Il lamento funebre del Mezzogiorno è stato studiato dall'antropologo Ernesto De Martino nel libro «Morte e pianto rituale» (1958), un'opera fondamentale per capire il rapporto tra dolore, rito e comunità nelle culture contadine.
- La canzone napoletana ha dato al pianto un posto centrale: la nostalgia, l'amore non ricambiato e la lontananza da casa sono temi ricorrenti. Un esempio celebre è «Lacreme napulitane» (1925) di Libero Bovio, che racconta il dolore di un emigrato lontano dalla famiglia.
- Il teatro popolare napoletano, e in particolare la sceneggiata, ha fatto del pianto e delle emozioni forti uno dei suoi tratti distintivi, con storie di tradimenti, onore e riconciliazioni.
- In italiano esistono molte espressioni legate al pianto, come «piangere sul latte versato» o «lacrime di coccodrillo», a conferma di quanto questa immagine sia radicata nel linguaggio quotidiano.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.