62 nella smorfia napoletana: il morto ammazzato
«'o muorto acciso»
Nella smorfia napoletana il 62 è «'o muorto acciso», il morto ammazzato. È uno dei numeri più cupi dell'elenco e va trattato con rispetto: indica una persona che non è morta per malattia o per vecchiaia, ma di morte violenta. La tradizione lo distingue con cura dal 47, «'o muorto», che rappresenta il defunto in senso generale.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 62 e il morto ammazzato non è nota. Colpisce però la distinzione che la smorfia fa tra due modi di morire: da una parte la morte naturale, che fa parte del corso della vita; dall'altra la morte improvvisa e violenta, che spezza un'esistenza e lascia dietro di sé dolore, rabbia e domande senza risposta.
Questa differenza riflette un sentimento molto radicato nella cultura popolare del Sud: la convinzione che chi muore in modo tragico, prima del tempo, lasci qualcosa in sospeso. Non a caso, nella lettura tradizionale dei sogni, questa immagine viene associata più a timori e tensioni di chi sogna che a un presagio reale.
Nella smorfia, insomma, il 62 non è un numero «macabro» per gusto del brivido, ma il riflesso di un'esperienza dolorosa che le comunità hanno sempre conosciuto e cercato di elaborare.
Il culto dei defunti a Napoli
- Napoli ha un rapporto molto particolare con i defunti. Nel Cimitero delle Fontanelle, nel rione Sanità, per generazioni i fedeli hanno «adottato» i teschi di persone sconosciute, le cosiddette anime pezzentelle, pulendoli e pregando per loro.
- Nella chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via dei Tribunali, l'ipogeo conserva ancora le tracce di questo culto, con teschi e piccoli altari lasciati dai devoti.
- Alla base di queste pratiche c'è l'idea che le anime del Purgatorio abbiano bisogno delle preghiere dei vivi, e che tra vivi e morti esista un legame di reciproco aiuto. Le anime di chi è morto in modo tragico o senza nessuno che lo ricordasse erano tra quelle considerate più bisognose di attenzione.
- Un tema così doloroso, nella smorfia, ricorda che la tradizione popolare non evita gli aspetti più duri della vita, ma prova a dare loro un nome e un posto.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.