61 nella smorfia napoletana: il cacciatore
«'o cacciatore»
Nella smorfia napoletana il 61 è «'o cacciatore», il cacciatore. È una figura antica e concreta: l'uomo che esce all'alba con il fucile e il cane, attraversa boschi e campagne e torna a casa con la selvaggina. Nella cultura popolare il cacciatore rappresenta l'attesa paziente, l'astuzia e il rapporto diretto, a volte duro, con la natura e con il cibo.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'accostamento tra il numero 61 e il cacciatore non è documentata. Come molte voci della smorfia, il significato nasce dal mondo quotidiano delle persone che l'hanno tramandata: nel Mezzogiorno di qualche secolo fa la caccia non era soltanto uno svago, ma anche un modo per procurarsi carne in famiglie che ne mangiavano poca.
Il cacciatore era quindi una figura familiare sia in città sia nei paesi dell'entroterra campano. Nel tempo, la sua immagine si è caricata di significati simbolici: chi caccia è chi insegue un obiettivo, chi sa aspettare il momento giusto e chi, al contrario, a volte torna a mani vuote nonostante la fatica.
Nella lettura dei sogni, la figura del cacciatore viene tradizionalmente collegata proprio all'idea di inseguire qualcosa o qualcuno, che sia un desiderio, una persona o una soluzione a un problema.
La caccia nella storia e nella cucina di Napoli
- La caccia ha lasciato un segno visibile nel paesaggio della Campania: i Borbone, e in particolare Ferdinando IV, ne erano grandi appassionati. Il Bosco di Capodimonte nacque come riserva di caccia reale, e la Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro fu costruita come padiglione per la caccia e la pesca.
- Il Real Sito di Carditello, vicino a Caserta, era un'altra tenuta borbonica legata alla caccia e all'allevamento, oggi recuperata e aperta alle visite.
- In cucina l'espressione «alla cacciatora» indica piatti di carne, come il pollo o il coniglio, cotti in umido con ingredienti semplici e saporiti: una preparazione diffusa in tutta Italia che richiama proprio i pasti rustici di chi tornava dalla battuta.
- Oggi la caccia è un tema discusso, tra tradizione rurale e sensibilità per la tutela degli animali, ma la figura del cacciatore resta presente in fiabe, racconti e modi di dire di tutta la penisola.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.