60 nella smorfia napoletana: si lamenta
«se lamenta»
Nella smorfia napoletana il 60 è «se lamenta», si lamenta. A differenza di quasi tutti gli altri numeri, qui non c'è un oggetto o una persona, ma un'azione: qualcuno che si lamenta, per un dolore, per una pena o semplicemente per abitudine. Il lamento è un'espressione antica della sofferenza umana, ma nella cultura napoletana assume anche sfumature ironiche, legate al carattere teatrale ed espressivo della città.
Da dove viene questo significato
Il significato è letterale: «se lamenta» corrisponde all'italiano «si lamenta», con la forma «se» del pronome tipica del napoletano. È una delle poche voci della smorfia costruite come una frase con un verbo, e questo la rende particolarmente riconoscibile. L'origine precisa dell'abbinamento con il numero 60 non è documentata.
Nella tabella il lamento ha un parente stretto: il 65 è infatti «'o chianto», il pianto. Le due immagini descrivono gradi diversi del dolore, dal lamento sommesso o insistente al pianto vero e proprio.
Nell'interpretazione tradizionale dei sogni, sentire qualcuno che si lamenta può essere letto come un richiamo a un disagio, proprio o altrui, a cui prestare attenzione.
Il lamento nella tradizione del Sud
- Nel Mezzogiorno è esistita a lungo la tradizione del lamento funebre rituale, in cui le donne piangevano e cantavano il defunto secondo forme precise. L'antropologo Ernesto De Martino l'ha studiata nel libro «Morte e pianto rituale», mostrando come il lamento avesse una funzione collettiva di elaborazione del lutto.
- La canzone napoletana è ricca di lamenti: amori perduti, partenze, nostalgia della città lontana. «Lacreme napulitane», scritta da Libero Bovio e musicata da Francesco Buongiovanni, dà voce al dolore di un emigrante lontano da Napoli e dalla famiglia.
- Nella vita quotidiana il lamento ha anche un lato più leggero: la lamentela come modo di conversare, di sfogarsi, di cercare la complicità degli altri. È un tratto che la commedia napoletana ha spesso rappresentato con affetto e ironia.
- La lingua napoletana, molto espressiva, conosce numerose parole ed esclamazioni per esprimere dispiacere e fatica, a conferma di quanto il lamento faccia parte del modo di comunicare quotidiano. Spesso basta il tono della voce, più ancora delle parole, per far capire se ci si trova davanti a un dolore vero o a una protesta detta per abitudine.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.