54 nella smorfia napoletana: il cappello
«'o cappiello»
Nella smorfia napoletana il 54 è «'o cappiello», il cappello. È un oggetto quotidiano che per lungo tempo è stato molto più di un semplice accessorio: indicava la classe sociale, il mestiere, l'eleganza o la modestia di chi lo portava. Fino alla metà del Novecento uscire di casa senza cappello era raro, e il modo di indossarlo e di toglierlo faceva parte delle regole della buona educazione.
Da dove viene questo significato
Il significato è letterale: «cappiello» è la forma napoletana di «cappello», con il dittongo «ie» che si ritrova in tante parole del dialetto. L'origine precisa dell'abbinamento con il numero 54 non è documentata.
Il cappello appartiene al gruppo di oggetti e capi di abbigliamento presenti nella smorfia, come la marsina del 64. Sono immagini che riflettono un mondo in cui il vestito aveva un forte valore sociale e dove l'abito della festa o il copricapo giusto erano segni di rispetto e di decoro.
Nell'interpretazione tradizionale dei sogni, il cappello è spesso collegato all'apparenza, al ruolo che si ricopre e al modo in cui ci si presenta agli altri. Non a caso, in italiano, si dice che qualcuno «mette il cappello» su un'idea, cioè se ne attribuisce la paternità davanti a tutti.
Il cappello nella vita e nella cultura napoletana
- Togliersi il cappello per salutare una persona, entrando in casa o in chiesa, era un gesto di cortesia obbligatorio per gli uomini. Da questa usanza deriva anche l'espressione italiana «giù il cappello», usata per esprimere ammirazione e rispetto verso qualcuno.
- Il cappello è parte integrante di alcune figure simbolo di Napoli. Pulcinella porta un alto copricapo bianco a forma di cono, inconfondibile quanto la sua maschera nera e il camicione bianco.
- Totò ha reso celebre la bombetta, il cappello rigido e tondeggiante che accompagnava molti suoi personaggi e che è rimasto legato alla sua immagine quanto la sua mimica inconfondibile.
- Per tutto l'Ottocento e il primo Novecento, il tipo di cappello indicava la condizione sociale: cilindri e bombette per i signori, berretti e coppole per gli operai, i pescatori e i lavoratori del porto. Bastava uno sguardo al copricapo per capire, almeno a grandi linee, chi si aveva davanti.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.