52 nella smorfia napoletana: la mamma
«'a mamma»
Nella smorfia napoletana il 52 è «'a mamma», la mamma. Difficile immaginare una figura più centrale nella cultura napoletana: la madre è il cuore della famiglia, colei che tiene insieme la casa, protegge i figli e custodisce le tradizioni. Non stupisce che la smorfia le dedichi un numero tutto suo, separato da quello del padre, e che questa sia una delle corrispondenze più conosciute e citate.
Da dove viene questo significato
Il significato è letterale e non ha bisogno di traduzione: «mamma» è identica in napoletano e in italiano, preceduta dall'articolo «'a». L'origine precisa dell'abbinamento con il numero 52 non è documentata, e non esiste una spiegazione condivisa del perché la madre si trovi proprio in questa posizione della tabella.
La smorfia, del resto, dedica molto spazio alle figure della famiglia e della vita domestica: la bambina, il ragazzo, la prole, la sposa. La mamma si inserisce in questo piccolo ritratto di famiglia come una presenza insostituibile.
Nell'interpretazione dei sogni, la madre è tradizionalmente letta come un'immagine di protezione e di affetto, ma anche di richiamo alle proprie radici, alla casa d'origine e agli insegnamenti ricevuti da bambini, che spesso tornano alla mente proprio nei momenti difficili.
La figura della madre nella cultura napoletana
- Il teatro di Eduardo De Filippo ha dato alla madre napoletana uno dei suoi ritratti più famosi: «Filumena Marturano», la donna che lotta con ostinazione perché i suoi tre figli siano riconosciuti e abbiano un nome e una famiglia. Il personaggio è diventato il simbolo di un amore per i figli capace di sfidare ogni convenzione.
- La devozione mariana a Napoli usa spesso il linguaggio dell'affetto filiale. La Madonna di Montevergine, molto venerata in Campania, è chiamata popolarmente «Mamma Schiavona», e ogni anno è meta di pellegrinaggi.
- La canzone italiana e napoletana ha dedicato alla mamma molti brani celebri. Tra questi «Mamma», scritta da Cesare Andrea Bixio e Bixio Cherubini e resa famosa dalla voce di Beniamino Gigli, è rimasta tra le più conosciute del Novecento.
- Nella vita quotidiana l'espressione «mammà», con l'accento finale, è ancora usata in molte famiglie del Sud e accompagna l'immagine affettuosa e un po' teatrale della madre napoletana.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.