5 nella smorfia napoletana: la mano
«'a mano»
Il numero 5 della smorfia napoletana è «'a mano», cioè la mano. È uno dei significati più intuitivi della lista, perché il legame con il numero si coglie a colpo d'occhio. La mano è anche lo strumento di uno dei tratti più famosi della cultura napoletana: il modo di parlare accompagnando ogni frase con i gesti, così espressivo da essere stato oggetto di studi già nell'Ottocento.
Da dove viene questo significato
Per il cinque la spiegazione più diffusa è anche la più semplice: le dita di una mano sono cinque. Non esiste un documento che lo dica esplicitamente, ma l'associazione è così evidente che viene riportata quasi ovunque, ed è uno dei rari casi in cui il legame tra numero e immagine si capisce senza bisogno di commenti.
Nella smorfia la mano ha anche un valore più ampio: è il lavoro, l'aiuto, il saluto, il gesto. In italiano, del resto, «dare una mano» significa aiutare, e «avere le mani in pasta» vuol dire essere coinvolti in qualcosa. Sono espressioni comuni, che mostrano quanto la mano sia legata al fare e alle relazioni tra le persone. Anche il napoletano ha molte espressioni legate alla mano, e il saluto con la mano alzata, la stretta di mano per chiudere un accordo e la mano sul cuore per giurare fanno parte di una comunicazione che, a Napoli, passa tanto dalle parole quanto dai gesti.
La mano e il linguaggio dei gesti a Napoli
- Nel 1832 il canonico Andrea de Jorio pubblicò «La mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano», un libro che descrive e illustra i gesti dei napoletani confrontandoli con quelli rappresentati nell'arte antica.
- Molti gesti napoletani hanno un significato preciso e condiviso: la mano a borsa con le dita unite rivolte verso l'alto, per esempio, è un modo diffuso in tutta Italia per chiedere «ma che cosa vuoi?».
- Il gesto delle corna, con indice e mignolo tesi, fa parte della scaramanzia popolare: a Napoli si usa per allontanare il malocchio, insieme al cornetto rosso tenuto in tasca o appeso in casa.
- Il linguaggio gestuale napoletano è stato più volte rappresentato nel teatro e nel cinema, da Totò a Eduardo De Filippo, ed è diventato per molti italiani un tratto riconoscibile della città.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.