44 nella smorfia napoletana: il carcere
«'e ccancelle»
Il numero 44 della smorfia napoletana è «'e ccancelle», cioè le cancellate, e per estensione il carcere. Le cancelle sono le sbarre, le grate di ferro che chiudono una cella, e nella lingua popolare sono diventate il modo per indicare la prigione nel suo insieme. È un'immagine seria, che parla di perdita della libertà e di una condizione dolorosa per chi la vive e per le famiglie.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'associazione tra il 44 e il carcere non è documentata. Il significato si fonda su un procedimento comune nella lingua popolare: indicare una realtà complessa attraverso un suo dettaglio concreto, in questo caso le sbarre. È lo stesso meccanismo per cui, in italiano, si dice «finire dietro le sbarre» per indicare l'arresto.
La parola «cancelle» corrisponde all'italiano cancelli o cancellate. Come in altre voci della smorfia, l'articolo femminile plurale «'e» provoca il raddoppiamento della consonante iniziale, da cui «'e ccancelle». La stessa parola, al singolare, indica anche il semplice cancello di un cortile o di un giardino.
Il carcere compare nella smorfia insieme ad altre immagini legate alla giustizia e alle disgrazie, a testimonianza di quanto questi temi fossero presenti nella vita e nei discorsi popolari. Insieme alle guardie, al numero 24, e al ladro, al numero 79, le cancelle descrivono un piccolo mondo legato alla legge e alla sua violazione.
Il carcere nella storia di Napoli
- Per secoli Castel Capuano ospitò i tribunali della città, noti come Vicaria, con le carceri nei suoi sotterranei; il palazzo è stato a lungo sede di uffici giudiziari. Il nome Vicaria deriva dalla Gran Corte della Vicaria, il più importante tribunale del Regno di Napoli.
- Il carcere di Poggioreale, costruito all'inizio del Novecento, è uno degli istituti penitenziari più noti d'Italia, spesso al centro del dibattito pubblico sul sovraffollamento.
- Il tema del carcere è ricorrente nella canzone e nel teatro napoletani, che raccontano spesso la lontananza dai propri cari e il dolore delle famiglie.
- Trattandosi di una condizione di sofferenza, la tradizione ne parla con rispetto: le cancelle evocano soprattutto la nostalgia della libertà. Molte canzoni e storie popolari hanno dato voce proprio a questa attesa.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.