37 nella smorfia napoletana: il monaco
«'o monaco»
Il numero 37 della smorfia napoletana è «'o monaco», cioè il monaco. La figura del religioso che vive in convento, con il suo abito e le sue regole, era familiare a ogni napoletano: per secoli la città è stata piena di monasteri, chiese e ordini religiosi. Nella smorfia il monaco rappresenta la vita religiosa, la preghiera e una presenza costante nelle strade di Napoli.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 37 e il monaco non è documentata. Il significato si spiega però facilmente con il peso che la vita religiosa ha avuto nella storia della città.
Napoli è stata per secoli una delle città con più conventi e monasteri d'Europa. Complessi come quello di Santa Chiara, di San Gregorio Armeno o la Certosa di San Martino, sulla collina del Vomero, testimoniano ancora oggi l'importanza degli ordini religiosi nella vita urbana. La via di San Gregorio Armeno, oggi famosa in tutto il mondo per le botteghe degli artigiani del presepe, prende il nome proprio dalla chiesa e dal monastero che vi si trovano.
Monaci e frati erano figure conosciute da tutti: chiedevano l'elemosina, assistevano i malati, predicavano nelle chiese e partecipavano alle feste. Era naturale che entrassero anche nell'immaginario popolare e nella smorfia. Accanto ai monaci di clausura vivevano in città anche molti frati degli ordini mendicanti, a contatto diretto con la popolazione.
Il monaco e il munaciello nella tradizione napoletana
- Alla figura del monaco si collega, nell'immaginario napoletano, il «munaciello»: uno spiritello leggendario, piccolo e vestito con un saio, che si aggira per le case e può fare dispetti oppure lasciare doni. Secondo la tradizione, se il munaciello lascia monete in casa è bene non parlarne con nessuno, altrimenti i doni smettono di arrivare.
- Una spiegazione diffusa della leggenda del munaciello richiama i pozzari, gli addetti alla manutenzione dei pozzi, che attraverso i cunicoli potevano entrare nelle case.
- Matilde Serao raccolse questa e altre storie nel volume «Leggende napoletane», contribuendo a fissarle nella cultura della città.
- Ancora oggi molti chiostri e monasteri del centro storico sono visitabili e fanno parte del patrimonio artistico di Napoli. Il chiostro maiolicato di Santa Chiara, decorato con piastrelle dipinte, è tra i più celebri.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.