36 nella smorfia napoletana: le nacchere
«'e ccastagnelle»
Il numero 36 della smorfia napoletana è «'e ccastagnelle», cioè le nacchere. Sono il piccolo strumento a percussione formato da due conchiglie di legno che si fanno battere tra loro con le dita, tenendo il ritmo della musica e della danza. Nella tradizione napoletana le castagnelle accompagnano la tarantella e le feste popolari, insieme agli altri strumenti tipici della musica di strada.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'associazione tra il 36 e le nacchere non è nota. Il significato rientra comunque in un gruppo di immagini legate alla festa, alla musica e alla vita collettiva, molto presenti nella smorfia. La musica, a Napoli, ha un posto centrale nella vita quotidiana, e la smorfia le dedica anche un numero proprio, il 55.
Il nome è trasparente: «castagnelle» viene da castagna, perché la forma delle due metà dello strumento ricorda quella del frutto. Lo stesso accade in spagnolo, dove le nacchere si chiamano «castañuelas», sempre da «castaña». Le nacchere sono diffuse in tutto il Mediterraneo e sono celebri anche nella tradizione musicale spagnola.
La doppia consonante in «'e ccastagnelle» non è un errore: in napoletano l'articolo femminile plurale «'e» provoca il raddoppiamento della consonante iniziale della parola che segue, come in «'e mmazzate» o «'e ccancelle».
Le nacchere nella musica popolare napoletana
- Le castagnelle sono uno degli strumenti della tarantella, la danza popolare del Sud Italia, in cui il ritmo serrato accompagna i passi dei ballerini. La tarantella napoletana è diventata nel tempo uno dei simboli musicali della città, conosciuta anche all'estero.
- Nella musica tradizionale campana compaiono accanto alla tammorra, il grande tamburo a cornice, al putipù, al triccheballacche e allo scetavajasse, strumenti semplici ma di grande effetto ritmico. Lo scetavajasse, ad esempio, è formato da due bastoni sfregati tra loro come un archetto, e il suo nome scherzoso significa più o meno «sveglia serve».
- Questi strumenti sono presenti ancora oggi nelle feste popolari e nei gruppi che mantengono viva la musica tradizionale della Campania.
- Suonare le nacchere richiede una tecnica precisa: il suono nasce dal movimento delle dita, che fanno battere tra loro le due parti dello strumento con ritmi anche molto rapidi.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.