34 nella smorfia napoletana: la testa
«'a capa»
Il numero 34 della smorfia napoletana è «'a capa», cioè la testa. In napoletano «capa» è la parola più comune per indicare il capo, e compare in moltissime espressioni della lingua di tutti i giorni. Nella smorfia la testa è un'immagine semplice e potente: la parte del corpo dove stanno i pensieri, le idee, le preoccupazioni e anche le testardaggini.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'abbinamento tra il 34 e la testa non è nota. Come accade per diverse voci della smorfia, il numero è associato a una parte del corpo umano, un'immagine immediata che poteva comparire facilmente nei sogni e nei racconti.
La parola «capa» deriva dal latino «caput», da cui vengono anche l'italiano «capo» e molte altre parole legate all'idea di comando e di inizio. Il napoletano ha conservato la forma femminile, che si ritrova anche in altri dialetti del Sud. Dalla stessa radice nasce anche «capo» nel senso di chi comanda, e in napoletano si dice «'o capo» per indicare il responsabile di un gruppo o di un lavoro.
Proprio perché la testa è sede del giudizio, nel linguaggio popolare diventa il modo per parlare del carattere di una persona: della sua ostinazione, della sua leggerezza o del suo buon senso.
La capa nel linguaggio napoletano
- «Capa tosta», cioè testa dura, è l'espressione con cui si indica una persona testarda, che non cambia idea neanche davanti all'evidenza.
- Si dice che qualcuno «tene 'a capa fresca» quando vive senza pensieri e senza preoccupazioni, a volte con una punta di invidia, a volte come rimprovero.
- Il diminutivo «capuzzella» è legato al culto delle anime del Purgatorio nel Cimitero delle Fontanelle, nel rione Sanità, dove per generazioni i napoletani hanno adottato e accudito i teschi anonimi conservati nell'antica cava; un culto popolare che la Chiesa vietò nel 1969, ma che ha lasciato una traccia profonda nella memoria della città.
- La testa ricorre anche nel linguaggio dei gesti, così importante a Napoli: un cenno del capo può dire sì, no o «lascia stare» senza bisogno di parole. Portare un dito alla tempia, per esempio, è un modo diffuso per dire che qualcuno ha poco giudizio.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.