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31

31 nella smorfia napoletana: il padrone di casa

«'o padrone 'e casa»

Il numero 31 della smorfia napoletana è «'o padrone 'e casa», cioè il padrone di casa. È una figura concreta e quotidiana: il proprietario dell'abitazione in cui si vive, quello a cui si deve la pigione alla fine del mese. Nella tradizione popolare il padrone di casa è insieme una presenza rispettata e temuta, perché dalla sua benevolenza dipende la tranquillità di un'intera famiglia.

Da dove viene questo significato

L'origine precisa dell'associazione tra il 31 e il padrone di casa non è documentata. Come per molte voci della smorfia, il significato nasce da un'immagine della vita di tutti i giorni, che tutti conoscevano e che poteva comparire facilmente nei sogni e nei discorsi. Nella smorfia, del resto, compaiono molte figure sociali riconoscibili, dal soldato al monaco, dalle guardie al cacciatore, e il padrone di casa appartiene a questa galleria di personaggi.

Per secoli una parte molto ampia della popolazione napoletana ha vissuto in affitto: nei bassi, le abitazioni al piano terra aperte direttamente sulla strada, e negli appartamenti dei grandi palazzi del centro storico. Il rapporto con chi possedeva la casa era quindi un tema sentito, legato alle scadenze, alle riparazioni e alla paura dello sfratto.

Per questo il padrone di casa è entrato nell'immaginario come simbolo di autorità domestica. Non è un personaggio negativo in sé: rappresenta chi ha l'ultima parola su ciò che accade sotto un certo tetto.

Il padrone di casa nella vita napoletana

Che cos'è la smorfia

La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.

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