30 nella smorfia napoletana: le palle del tenente
«'e palle d''o tenente»
Nella smorfia napoletana il numero 30 corrisponde a «'e palle d''o tenente», le palle del tenente. È un significato che la tradizione legge in due modi: da un lato come allusione ai testicoli, in continuità con i numeri 28 e 29 che lo precedono; dall'altro come riferimento alle palle di cannone o ai proiettili dell'ufficiale. Entrambe le interpretazioni sono considerate tradizionali.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'espressione non è documentata. La lettura militare si basa sul fatto che un tempo «palle» indicava anche i proiettili delle armi da fuoco e le palle di cannone: le palle del tenente sarebbero dunque le munizioni di cui disponeva l'ufficiale. Il tenente, nella gerarchia militare, è uno dei primi gradi da ufficiale: una figura vicina ai soldati semplici, che la gente conosceva bene perché la vedeva nelle caserme e per le strade della città.
La lettura allusiva, invece, nasce dal significato popolare della parola e dalla posizione del numero, che chiude una breve sequenza dedicata al corpo. Il riferimento al tenente aggiunge una nota ironica: l'ufficiale, figura di autorità e di rispetto, diventa il protagonista di un'immagine scherzosa.
Non è possibile dire quale delle due letture sia nata per prima. È possibile che proprio il doppio senso abbia reso l'espressione così facile da ricordare e l'abbia fatta arrivare fino a noi.
Soldati e ufficiali nella smorfia
- Le figure militari compaiono più volte nella smorfia: oltre al tenente del 30 c'è il soldato del 12, mentre le guardie del 24 rappresentano un'altra forma di autorità.
- Napoli, capitale di un regno fino all'Unità d'Italia, ospitava numerose caserme e una presenza militare importante, che entrò facilmente nell'immaginario popolare.
- In italiano «palla» ha indicato a lungo il proiettile: espressioni come «palla di cannone» o «palla di moschetto» sono rimaste nella lingua anche dopo la scomparsa di quelle armi. L'immagine delle palle di cannone ammucchiate a piramide accanto ai pezzi d'artiglieria, comune nelle fortezze di un tempo, rende bene l'idea della lettura militare del numero.
- Il tono del 30, come quello dei numeri vicini, è scherzoso e non offensivo: la smorfia usa il doppio senso per strappare un sorriso, non per scandalizzare.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.