3 nella smorfia napoletana: la gatta
«'a jatta»
Il numero 3 della smorfia napoletana è «'a jatta», cioè la gatta. È uno dei significati più conosciuti anche fuori da Napoli, perché la gatta è un animale presente in quasi tutte le case e in tutti i cortili. In napoletano «jatta» indica la gatta, ma nell'uso comune la parola vale spesso per il gatto in generale. La smorfia la colloca subito dopo la bambina, restando nel mondo domestico. Il suo significato è facile da ricordare anche per chi non conosce il napoletano.
Da dove viene questo significato
L'origine precisa dell'associazione tra il tre e la gatta non è documentata. Non esiste una fonte antica che spieghi la scelta, e le interpretazioni che si leggono sono ipotesi successive. Possiamo però osservare che la gatta è da secoli una presenza familiare nelle case napoletane, utile anche per tenere lontani i topi, che infatti compaiono poco più avanti nella smorfia, al numero 11. Nei vicoli e nei cortili del centro storico, del resto, le colonie di gatti sono ancora oggi parte del paesaggio, accudite da abitanti e commercianti del quartiere.
Quanto alla parola, «jatta» corrisponde all'italiano gatta, che risale al latino tardo «cattus»: all'iniziale dell'italiano «gatta» corrisponde in napoletano il suono «j». Si incontrano anche grafie come «iatta», ma la forma più diffusa nelle liste è «'a jatta». La forma al femminile è quella riportata nella smorfia e in quasi tutte le liste, anche se la parola si usa spesso per qualsiasi gatto.
La gatta nella tradizione popolare
- Il proverbio italiano «la gatta frettolosa fa i gattini ciechi», noto anche nelle parlate del Sud, invita a non avere fretta: le cose fatte di corsa riescono male.
- «Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino» è un altro proverbio italiano molto diffuso, usato per chi insiste in un comportamento rischioso finché non ne paga le conseguenze.
- «La gatta Cennerentola» è una delle fiabe raccolte da Giambattista Basile nel Cunto de li cunti, scritto in napoletano nel Seicento: è una delle più antiche versioni europee della storia di Cenerentola.
- Dalla fiaba di Basile ha preso spunto Roberto De Simone per «La gatta Cenerentola», opera musicale del 1976 diventata un classico del teatro napoletano.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.