24 nella smorfia napoletana: le guardie
«'e gguardie»
Nella smorfia napoletana il numero 24 corrisponde a «'e gguardie», le guardie. Il termine indica in generale le forze dell'ordine: le guardie cittadine, i gendarmi, i poliziotti, chiunque nella vita di quartiere rappresentasse l'autorità e il controllo. Nella cultura popolare il rapporto con le guardie è sempre stato ambivalente, fatto di rispetto, di diffidenza e talvolta di ironia. Nella smorfia l'immagine è neutra: indica la presenza dell'autorità, senza un giudizio positivo o negativo.
Da dove viene questo significato
Non esiste una spiegazione documentata del perché proprio il 24 sia associato alle guardie. Il significato si è fissato per tradizione ed è oggi riportato da tutte le principali versioni della smorfia. Le versioni sono concordi anche sulla forma plurale: non la singola guardia, ma «le guardie», come si dice comunemente nel parlato.
La grafia «'e gguardie», con la doppia g, riflette una caratteristica del napoletano: dopo l'articolo femminile plurale «'e» la consonante iniziale della parola si pronuncia rafforzata. Lo stesso fenomeno si vede in altri numeri della smorfia, come il 28, «'e zzizze», o il 36, «'e ccastagnelle». Nelle raccolte si trovano comunque anche grafie senza raddoppio.
Nel linguaggio di tutti i giorni, a Napoli come in molte altre parti d'Italia, «guardie» è rimasto a lungo il nome popolare di vigili e poliziotti, qualunque fosse il nome ufficiale del loro corpo. La parola, del resto, è antica e semplice: indica chi sta di guardia, cioè chi sorveglia.
Le guardie nell'immaginario popolare
- Il film «Guardie e ladri» (1951), diretto da Steno e Mario Monicelli, racconta l'inseguimento tra un ladruncolo interpretato da Totò e una guardia interpretata da Aldo Fabrizi, e mostra con ironia il rapporto umano che nasce tra i due.
- «Guardie e ladri» è anche il nome di un passatempo infantile diffusissimo in Italia, in cui un gruppo di bambini insegue e cerca di catturare l'altro.
- Dopo l'Unità d'Italia arrivarono anche a Napoli le Guardie di Pubblica Sicurezza del nuovo Stato, mentre i comuni avevano le proprie guardie municipali, antenate degli attuali agenti di polizia locale.
- Nella smorfia le guardie dialogano con altre figure legate all'ordine e alla giustizia, come il soldato (12), il carcere (44) e il ladro (79).
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.