23 nella smorfia napoletana: lo scemo
«'o scemo»
Nella smorfia napoletana il numero 23 corrisponde a «'o scemo», lo scemo. È la figura dell'ingenuo, di chi capisce le cose in ritardo o si lascia raggirare facilmente. Nel linguaggio popolare la parola non è sempre un insulto: spesso si usa in tono scherzoso, tra amici, oppure per indicare chi fa finta di non capire perché gli conviene. Nella smorfia è una figura familiare, quasi affettuosa, più che un'offesa.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'accostamento tra il 23 e lo scemo non è documentata. Non si conosce una spiegazione storica attendibile, e il significato è arrivato fino a noi attraverso la tradizione, comparendo in modo uniforme nelle principali versioni della smorfia. La parola italiana ha un'origine semplice: deriva da «scemare», cioè diminuire, e indicava in origine chi ha meno senno degli altri.
È interessante notare che il 23 viene subito dopo il 22, il pazzo. La smorfia accosta così due figure diverse: il pazzo è chi esce dalle regole, lo scemo è chi non riesce a capirle. Nella cultura popolare entrambe sono figure ai margini, guardate a volte con compassione e a volte con ironia, ma quasi mai con vera cattiveria.
Lo scemo, del resto, è un personaggio che tutti conoscono: in ogni quartiere e in ogni famiglia c'è qualcuno che, a torto o a ragione, viene considerato il più ingenuo del gruppo.
Lo scemo tra teatro e modi di dire
- Nella commedia dell'arte i servi, detti zanni, alternavano astuzia e dabbenaggine; anche Pulcinella, a seconda delle storie, è ora furbo ora sciocco, e proprio questo doppio volto lo rende così vivo.
- Il personaggio di Felice Sciosciammocca, creato da Eduardo Scarpetta, incarna bene il tipo dell'ingenuo: il suo nome, in napoletano, indica proprio il credulone, quello che crede a tutto ciò che gli viene raccontato. Il napoletano conosce anche altri termini per l'ingenuo, come «fesso», molto usato nel parlato e ormai entrato anche nell'italiano comune.
- In italiano è diffusa l'espressione «fare lo scemo per non andare in guerra», che indica chi finge di non capire per evitare un compito sgradito.
- Nella tradizione popolare lo scemo non è sempre perdente: in molte storie è proprio l'ingenuo, con la sua semplicità, a cavarsela meglio dei furbi che volevano approfittarsene.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.