22 nella smorfia napoletana: il pazzo
«'o pazzo»
Nella smorfia napoletana il numero 22 corrisponde a «'o pazzo», il pazzo. L'immagine non va presa soltanto in senso medico: nel linguaggio popolare il pazzo è anche lo stravagante, chi si comporta fuori dalle regole, chi fa cose imprevedibili o esagerate. A Napoli la parola si usa spesso con affetto, per indicare una persona eccentrica, impulsiva o semplicemente diversa dagli altri.
Da dove viene questo significato
Non è documentato il motivo per cui il 22 sia associato al pazzo. Il significato si è affermato per tradizione ed è riportato concordemente dalle diverse versioni della smorfia, senza che sia nota una spiegazione storica precisa. Come accade spesso nella smorfia, il significato va inteso in senso largo: il 22 può indicare la follia vera e propria, ma anche un'idea bizzarra, un comportamento sopra le righe o una giornata in cui tutto sembra andare al contrario.
Va ricordato che in napoletano la radice di «pazzo» ha dato vita a parole molto comuni e per nulla negative. Il verbo «pazzià» significa scherzare, divertirsi, e «pazzianno» vuol dire «scherzando». Il pazzo della smorfia porta con sé anche questa sfumatura leggera, accanto al significato più serio di persona che ha perso il senno.
Il 22 è seguito dal 23, lo scemo: due figure diverse ma vicine, che la cultura popolare ha sempre guardato con un misto di ironia e di compassione.
Il pazzo nella vita napoletana
- Una figura tipica della Napoli di un tempo era il «pazzariello»: un banditore in costume vistoso che, accompagnato da musicanti, girava per i vicoli annunciando l'apertura di una nuova bottega. Totò lo interpretò nel film «L'oro di Napoli» di Vittorio De Sica (1954).
- Nel linguaggio quotidiano, a Napoli come nel resto d'Italia, dare del pazzo a qualcuno può esprimere tanto un rimprovero quanto una forma di ammirazione per un gesto audace o generoso: tutto dipende dal tono.
- Nel teatro comico la follia, vera o finta, è un tema ricorrente: fingersi pazzi è spesso l'espediente con cui un personaggio prova a uscire da una situazione difficile.
- Sul piano storico, l'assistenza alle persone con malattia mentale in Italia è cambiata profondamente con la legge 180 del 1978, nota come legge Basaglia, che ha portato alla chiusura dei manicomi.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.