17 nella smorfia napoletana: la disgrazia
«'a disgrazzia»
Nella smorfia napoletana il numero 17 corrisponde a «'a disgrazzia», la disgrazia. È forse l'associazione più nota anche fuori da Napoli, perché in tutta Italia il 17 è considerato da tempo un numero di cattivo augurio. La smorfia raccoglie e fissa questa convinzione diffusa, dando al numero il significato più semplice e diretto: l'evento infausto, l'incidente, il dispiacere improvviso che arriva quando meno lo si aspetta.
Da dove viene questo significato
La spiegazione più diffusa riguarda il modo di scrivere il numero in cifre romane. XVII, anagrammato, diventa VIXI, cioè «ho vissuto» in latino: un'espressione che equivale a dire «la mia vita è finita». Da qui l'idea che il 17 richiami la morte e, più in generale, la sventura.
Un'altra spiegazione spesso citata è biblica: nel libro della Genesi il diluvio universale comincia nel diciassettesimo giorno del secondo mese. Non è possibile stabilire quale delle due ragioni abbia pesato di più; è probabile che nel tempo si siano sommate, rafforzando una superstizione già radicata.
La smorfia, che lega ogni numero a un'immagine facile da ricordare, ha dato al 17 il significato che la credenza popolare gli attribuiva già. Nelle raccolte la parola napoletana compare con grafie diverse, «disgrazia» o «disgrazzia»; qui si usa la seconda.
Il 17 e la superstizione in Italia
- In Italia il giorno considerato più infausto è il venerdì 17, mentre nei paesi anglosassoni lo stesso ruolo spetta al venerdì 13. Il venerdì è legato al ricordo della morte di Gesù, e l'unione con il 17 ne rafforza il peso.
- A Napoli il timore della sventura ha dato vita a una ricca tradizione di scongiuri: il cornetto rosso, il gesto delle corna e la figura dello iettatore, la persona a cui si attribuisce il potere di attirare il malocchio sugli altri.
- Al tema si dedicò già nel Settecento il giurista napoletano Nicola Valletta, autore della «Cicalata sul fascino volgarmente detto jettatura» (1787), un testo tra il serio e il faceto che contribuì a rendere celebre la superstizione napoletana.
- Anche la smorfia ha i suoi numeri cupi: accanto al 17 si trovano, tra gli altri, il morto (47), il pianto (65) e la paura (90), segno che la tradizione non ignora il lato doloroso della vita.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.