14 nella smorfia napoletana: l'ubriaco
«'o mbriaco»
Il numero 14 della smorfia napoletana è «'o mbriaco», cioè l'ubriaco. È una figura che appartiene alla vita di strada di ogni città, e la smorfia la registra come registra tante altre presenze quotidiane. Oggi la leggiamo con una sensibilità diversa rispetto al passato: dietro la macchietta dell'ubriaco c'è spesso una dipendenza seria, che merita rispetto e non derisione. Per questo ne parliamo con il tono sobrio che il tema richiede.
Da dove viene questo significato
L'origine dell'associazione tra il quattordici e l'ubriaco non è documentata. Non conosciamo una fonte che ne spieghi il motivo, e le interpretazioni che circolano non hanno riscontri sicuri. È più corretto limitarsi a descrivere il significato.
La parola «mbriaco» corrisponde all'italiano «ubriaco» e deriva dal latino «ebriacus». In napoletano la vocale iniziale cade e resta il gruppo «mb», tipico della pronuncia locale. Esistono grafie diverse, come «'mbriaco» con l'apostrofo, ma il senso è lo stesso. Oggi la lettura di questa figura è cambiata: si sa che la dipendenza dall'alcol è una condizione che riguarda la salute, non un semplice vizio, e che chi ne soffre ha bisogno di comprensione e di cure.
Nella tradizione popolare l'ubriaco è stato spesso una figura comica, protagonista di scenette e racconti. La smorfia, però, si limita a nominarlo, senza giudizio: è una delle tante immagini della vita reale che la lista mette in fila. Ricordarlo aiuta a leggere la smorfia per quello che è: un ritratto della società di un tempo, con le sue luci e le sue ombre.
Il vino nella vita napoletana
- La Campania ha una lunga tradizione vinicola: tra i vini più noti ci sono il Lacryma Christi del Vesuvio, la Falanghina, il Greco di Tufo e l'Aglianico.
- Un tempo a Napoli la «cantina» era anche il luogo dove si vendeva e si beveva vino sfuso, un punto d'incontro dei quartieri popolari.
- Il vino, bevuto con moderazione, accompagna da sempre i pasti della tradizione; l'abuso di alcol resta invece un problema di salute serio, per il quale esistono servizi pubblici e associazioni di sostegno.
- L'osteria, come la cantina, è stata per generazioni un luogo di socialità maschile, dove si beveva, si mangiava qualcosa di semplice e si passava il tempo libero dopo il lavoro.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.