27 nella smorfia napoletana: il vaso da notte
«'o cantero»
Nella smorfia napoletana il numero 27 corrisponde a «'o cantero», il vaso da notte. È un oggetto oggi quasi scomparso, ma che per secoli ha fatto parte della vita di tutte le case, quando i servizi igienici moderni non esistevano o erano un lusso per pochi. La smorfia, che descrive il mondo quotidiano senza filtri, gli riserva un numero tutto suo, con la consueta franchezza.
Da dove viene questo significato
Non è documentato il motivo per cui il 27 sia stato associato al vaso da notte. Il significato è arrivato fino a noi per tradizione ed è oggi presente in tutte le principali versioni della smorfia.
Più interessante è la parola stessa. «Cantero» viene comunemente fatto risalire al greco «kántharos», il nome di una coppa a due anse usata nell'antichità; il termine sarebbe passato attraverso il latino fino al napoletano, cambiando del tutto significato. È un esempio dei tanti strati linguistici che si trovano nel dialetto di una città fondata dai Greci.
La presenza del cantero nella smorfia dice molto sul suo carattere: accanto ai santi e alle feste trovano posto anche gli oggetti più umili della casa, senza alcuna gerarchia. Il fatto che il 27 venga subito dopo Nanninella e prima del seno mostra bene come l'ordine dei significati non segua una logica tematica: la sequenza alterna liberamente persone, oggetti e parti del corpo.
Il vaso da notte nella vita di un tempo
- Prima della diffusione dei bagni in casa, il vaso da notte si teneva sotto il letto o in un mobiletto apposito, e veniva svuotato ogni mattina. Il vaso da notte poteva essere di terracotta smaltata, di maiolica o di metallo smaltato, e nelle case più agiate era spesso decorato con motivi floreali.
- Nei quartieri popolari di Napoli, con case piccole e affollate, le condizioni igieniche erano spesso difficili; dopo l'epidemia di colera del 1884 la città avviò il grande intervento urbanistico noto come Risanamento e si dotò del nuovo acquedotto del Serino.
- Oggi il cantero è soprattutto un oggetto da mercatino dell'antiquariato, ma la parola resta viva nella memoria e nel parlato napoletano.
- Il suo posto nella smorfia ricorda che la tradizione nasce da una vita concreta, fatta anche di fatiche domestiche che oggi quasi non conosciamo più.
Che cos'è la smorfia
La smorfia è un'antica tradizione napoletana che associa a ciascun numero da 1 a 90 un significato: oggetti, persone, situazioni, parti del corpo. Il nome viene comunemente collegato a Morfeo, il dio greco dei sogni, perché per secoli la smorfia è stata usata per «tradurre» i sogni in numeri. Oggi è soprattutto un pezzo di cultura popolare, fatto di modi di dire, ironia e memoria familiare.